Promosso in collaborazione con l’Aned

Il programma di iniziative collegate al 50°anniversario della Liberazione ha posto in primo piano la opportunità di far incontrare studenti di differenti regioni italiane per un confronto dibattito sui temi della solidarietà e della pace.
L’Aned e il Comune di Orbassano con la collaborazione del gruppo Teatrale della Società popolare di Mutuo Soccorso hanno partecipato ad un viaggio a Carpi organizzato insieme all’ITC “Sraffa”con l’obiettivo di instaurare, con una media superiore dell’area modenese un rapporto di amicizia ed un legame ideale per preparare la strada a congiunte iniziative su tematiche storiche, culturali e umanitarie.
Al ricevimento presso la sede municipale, presenti il sindaco ed il consigliere Ercole Losi presidente del Museo monumento al deportato, i 50 studenti dell’ITC Sraffa hanno visitato, il Museo monumento del deportato e il campo di concentramento di Fossoli.
Presso il salone dei congressi, gli studenti si sono incontrati il giorno successivo. E stata una occasione per assistere al recital “La vita offesa” (riduzione teatrale tratta dalle testimonianze dei 200 deportati piemontesi – pubblicate dall’Editore F. Angeli e curata da Anna Bravo e Daniele Jalla), messo in scena dagli attori del Gruppo teatro della Società popolare Mutuo Soccorso di Orbassano.
La visita al museo dei fratelli Cervi a Gattatico ha concluso l’itinerario del viaggio.
All’incontro tra i ragazzi di Carpi e di Orbassano il presidente dell’Aned Gianfranco Maris ha inviato un messaggio di adesione:
 
“Mi rammarico di non poter essere con Voi in questa manifestazione, ma desidero ugualmente esprimere alcune considerazioni.
Sembra drammaticamente confermato che il tema “futuro della memoria” è più che mai questione cruciale per il futuro della civiltà umana e quindi impegno prioritario di Voi giovani. A 50 anni dalla fine della guerra, noi ex deportati nei campi di sterminio nazisti ribadiamo la nostra determinazione a continuare a testimoniare gli orrori che abbiamo conosciuto nei Lager.
Le testimonianze dei protagonisti possono fornire ai ricercatori, agli storici e alle future generazioni, l’insostituibile giacimento di conoscenze nei quali fondare un rigoroso lavoro di ricerca. Dobbiamo garantire il diritto delle nuove generazioni di conoscere i tratti fondamentali di una delle vicende più drammatiche della storia del nostro Paese e dell’intera Europa.
“Dare alla memoria un futuro” significa anche costruire, fin d’ora, le condizioni per la crescita e l’affermazione di forme organizzative nuove, che progressivamente si affianchino all’Associazione Nazionale Ex Deportati Politici nei campi nazisti”.