In occasione del 70° anniversario della razzia del Ghetto di Roma

16 ottobre 1943
La sezione ANED di Roma presenta il documentario
Oro macht frei – l’oro rende liberi
Ottimo Films
14 ottobre 2013 ore 20,30
Teatro Vittoria – Roma

Locandina

Oro Macht Frei racconta la storia degli ebrei romani e le persecuzioni anti-ebraiche in Italia, dalle leggi razziali di Mussolini all’occupazione nazista di Roma (1938-1944). Il film è realizzato dalla Ottimo Films,una piccola casa di produzione con sede a New York nata
nel 2004  proprio per la realizzazione di questo progetto.
Intrecciando le testimonianze di 9 ebrei romani con la ricerca storica di alcuni degli studiosi più noti della Shoah in Italia (Susan Zuccotti, Alexander Stille, Liliana Picciotto, Robert Katz), il documentario  cerca di portare lo spettatore, in particolare quello americano,  a una riflessione personale e “a misura d’uomo” sulla Shoah,  in Italia attraverso gli occhi di questa comunità storica.
Il 26 settembre 1943, a poco più di due settimane dall’armistizio e dall’occupazione di Roma da parte dei tedeschi, il capo delle S.S. Herbert Kappler convocò i capi della comunità ebraica di Roma nel suo ufficio e richiese 50 chili d’oro entro 36 ore, con la minaccia che,  se non fossero stati consegnati, i tedeschi avrebbero deportato 200 capi famiglia della comunità in Germania. 
Durante le ore successive, questa comunità – già impoverita per la sua storia particolare, una povertà che era aumentata durante i 5 anni delle leggi razziali e i 3 anni di guerra – si ritrovò unita, con quel poco che avevano e riuscì a raccogliere i 50 chili d’oro.
Oro Macht Frei  rivela la triste e momentanea illusione di sicurezza che l’estorsione di Kappler suggerì, pensando che sarebbe stato sufficiente l’aver pagato il riscatto.
Il 16 ottobre i nazisti eseguirono la prima e più grande razzia di ebrei italiani, trovando molti nelle loro case nel vecchio quartiere del ghetto romano. Dopo 2 giorni di detenzione al collegio militare di Palazzo Salviati, a poche centinaia di metri dal Vaticano, 1.017 ebrei romani furono caricati sui carri bestiame alla stazione Tiburtina e deportati ad Auschwitz: soltanto 16 di loro, di cui una sola donna, sarebbero tornati a casa alla fine della guerra.
Quelli che scamparono alla razzia riuscirono a trovare rifugio, spesso con l’aiuto di vicini non-ebrei, in alloggi di fortuna o in alcuni Istituti ecclesiastici.
Fino alla liberazione di Roma il 4 giugno 1944, gli arresti e le deportazioni di ebrei romani continuarono attraverso una caccia all’uomo autorizzata per decreto della Polizia italiana e ispirata a incentivare l’opera di spie e di gente disperata: il governo pagava una ricompensa di 5 mila lire per ogni ebreo che veniva fatto arrestare.
Oro Macht Frei prende in esame, attraverso le testimonianze, tutti gli aspetti di questo periodo. Il documentario considera anche la politica controversa del Vaticano, che non si era mai dichiarato contrario alle azioni anti-ebraiche dei nazisti a Roma e non fermò le deportazioni degli ebrei “sotto le proprie finestre”; lasciando, al contempo che, circa 4.000 ebrei romani  trovassero rifugio in chiese, conventi e istituti religiosi della città.
Qual era la posizione del Papa durante la seconda guerra mondiale e durante l’occupazione tedesca di Roma e quale effetto aveva il suo “silenzio” sulle vite degli ebrei romani in particolare?  Per rispondere a queste domande, Oro Macht Frei presenta alcune voci ben note e diverse tra loro nel dibattito sulle motivazioni di Pio XII, accanto alle riflessioni degli stessi ebrei romani.
Oro Macht Frei è un progetto per la memoria di un evento molto  importante per la comunità ebraica di Roma e per la Shoah in Italia. L’intenzione è di far conoscere ai cittadini statunitensi i tragici fatti dell’ottobre 1943, soprattutto, agli studenti, ai frequentatori di musei e centri culturali .
La produzione e gli sceneggiatori si sono avvalsi, inoltre, della fattiva collaborazione dell’Associazione Nazionale Ex Deportati – sez di Roma.

Per ulteriori approfondimenti: www.ottimofilms.net