I presidenti dei Comitati Internazionali e i rappresentanti dei Musei e dei Memoriali dei principali campi nazisti hanno firmato all’Aia il 20 marzo 2026 una dichiarazione comune con la quale si chiede di inserire i siti commemorativi dei principali Lager nazisti nella lista dell’Unesco del patrimonio dell’umanità.
Unica organizzazione degli ex deportati presente l’ANED: un riconoscimento del suo ruolo internazionale, anche per avere promosso già nel 2018 a Milano una prima riunione dei presidenti dei Comitati internazionali, che è stata alla base del processo culminato nell’appello di oggi.
(Nella foto: gli ambasciatori di Germania, Francia, Austria, Polonia e Repubblica Ceca ricevono l’appello dei Comitati internazionali)
Questo il testo della dichiarazione comune, consegnata agli ambasciatori di Germania, Austria, Francia, Polonia e Repubblica Ceca:
INSERIRE I MEMORIALI DEGLI EX CAMPI DI CONCENTRAMENTO
NELLA LISTA DEL PATRIMONIO MONDIALE DELL’UNESCO
In un momento in cui la democrazia e lo Stato di diritto non possono più essere dati per scontati in Europa, i Comitati internazionali degli ex campi di concentramento chiedono ai governi europei a proteggere questi importanti siti.
Dopo la liberazione dei campi di concentramento nazisti alla fine della Seconda guerra mondiale, gli ex prigionieri hanno unito le forze in vari Comitati internazionali che rappresentavano le organizzazioni nazionali di diversi paesi. Tutti questi Comitati, che operano su base volontaria, non solo hanno difeso gli interessi delle persone direttamente colpite e dei loro famigliari, ma hanno anche lavorato per preservare memoriali dignitosi. In molti casi, hanno dovuto lottare per anni per istituire centri commemorativi. Inoltre, hanno costantemente promosso un’Europa più sicura e unita, in cui i diritti umani siano indiscussi. La salvaguardia di valori quali la pace, la democrazia, la sicurezza europea, l’unità, la fraternità e l’umanità è sancita negli statuti della maggior parte dei Comitati. Attualmente, i Comitati internazionali condividono serie preoccupazioni riguardo alle minacce allo Stato di diritto e alle tendenze antidemocratiche sia nella politica europea che nel mondo.
La sicurezza europea è sotto pressione e le tensioni internazionali stanno aumentando. Allo stesso tempo, il valore dei centri commemorativi viene negato e messo in discussione. Questi centri svolgono un ruolo cruciale nella cultura contemporanea della memoria. Sono testimonianze autentiche e tangibili di un’epoca in cui la totale privazione dei diritti umani ha portato a crimini di massa di proporzioni inimmaginabili. Inoltre, i centri commemorativi collocano questi eventi in un contesto più ampio di assenza dello Stato di diritto e dei diritti fondamentali e umani, del “diritto di avere diritti” (Hannah Arendt). In questo modo, essi stabiliscono collegamenti con il presente e costituiscono un monito importante. È essenziale che i centri commemorativi possano continuare il loro lavoro e siano protetti da ogni forma di distorsione storica o di uso improprio a fini politici. Per questo motivo, la Commissione europea, il Parlamento europeo, il Consiglio d’Europa e tutti gli Stati membri hanno adottato all’unanimità nel 1991 una risoluzione che chiede la conservazione e la protezione dei siti commemorativi nei luoghi dei campi di concentramento nazisti (Risoluzione B3-0208, 0218, 0219, 0228 e 0284/93). Ad oggi, questa risoluzione non è stata attuata a livello di agenda europea comune.
La Convenzione del 1972 sul patrimonio mondiale dell’UNESCO mira a garantire una migliore conservazione, per le generazioni future, dei siti che rivestono un eccezionale valore universale per l’umanità. Oltre alla protezione internazionale garantita dall’iscrizione nella Lista del patrimonio mondiale dell’UNESCO, tale status promuove anche la comprensione tra le culture. I Memoriali sopra menzionati rivestono grande importanza per l’umanità intera, in quanto sono luoghi che dimostrano in modo tangibile cosa accade quando la dignità di tutti gli esseri umani non viene tutelata. Il loro valore, sia come siti che in termini di significato, è di importanza universale.
Pertanto, i Comitati internazionali firmatari e i centri commemorativi ad essi associati invitano i leader dei rispettivi governi a proporre la candidatura di questi centri commemorativi per l’inserimento nella Lista del Patrimonio Mondiale, qualora non vi figurino già.
– I Comitati Internazionali di Buchenwald-Dora, Dachau, Mauthausen Natzweiler, Neuengamme, Ravensbrück, Sachsenhausen, Natzweiler
– L’ANED Associazione Nazionale Ex Deportati nei campi nazisti
– La FIR – Federazione internazionale dei combattenti della Resistenza
– I Musei e i Memoriali di Auschwitz-Birkenau, Bergen Belsen, Buchenwald, Dachau, Mittelbau-Dora, Neuengamme, Ravensbrück e Sachsenhausen