In apertura dell’incontro conclusivo del Congresso nazionale dell’ANED, la mattina del 6 novembre 2022 al Teatro degli Atti di Rimini, è stata data lettura di questo messaggio pervenuto dal Palazzo del Quirinale.

Gentile presidente Venegoni,

ben consapevole delle indicibili atrocità subite dai deportati nei campi di sterminio nazisti e delle sofferenze delle loro famiglie, desidero far giungere un messaggio di vicinanza e di considerazione alla giornata conclusiva del XVIII Congresso dell’Aned.

Saluto con particolare intensità la senatrice a vita Liliana Segre e Mario Candotto, sopravvissuti all’inferno dei campi di sterminio, e gli altri relatori, discendenti dei tanti italiani deportati in Germania per motivi razziali, politici, religiosi o per essersi opposti – con le armi, con la disobbedienza, con la non collaborazione – alla barbarie nazifascista.

Fare memoria non significa soltanto ricordare e onorare, doverosamente, il sacrificio di milioni di persone innocenti, vittime di una violenza fanatica, spietata e disumana. Testimoniare e tramandare la memoria di quei fatti storici vuol dire anche contribuire a creare una cultura della pace, della tolleranza, del rispetto, della comune appartenenza al genere umano.

Coltivare la storia e diffondere la memoria è elemento decisivo per la creazione e la crescita nelle nuove generazioni di una coscienza civile solida e motivata.

Con queste convinzioni, esprimo dunque, per suo tramite, auguri di fruttuoso lavoro a tutti i partecipanti alla vostra rilevante iniziativa

Sergio Mattarella

 

Dopo aver dato lettura del messaggio il presidente Venegoni ha dichiarato:

Ringraziamo il Presidente della Repubblica per il saluto non di circostanza che ha avuto la cortesia e l’attenzione di inviare in occasione del XVIII congresso dell’ANED.  Il suo saluto riprende e indica alcuni temi di cruciale importanza per la nostra vita associativa presente e futura.

Ricordando le atrocità subite e commesse nei campi nazisti, ma anche la grande sofferenza inflitta alle famiglie dei deportati e delle deportate con qualsiasi pretesto, per differenze di religione, di credo politico, di progetto di società, il Presidente ci indica la bussola da continuare a seguire: i valori della Resistenza che si sono fatti Costituzione repubblicana. Ci invita, attraverso la testimonianza e la memoria delle deportazioni nazifasciste, a creare una cultura della pace, della solidarietà , del rispetto, della comune appartenenza al genere umano, contro la barbarie dell’oggi. Nei quasi 80 anni che ci separano dalle deportazioni dall’Italia, l’ANED ha sempre lavorato per la memoria di tutte le deportazioni e ci fa particolarmente piacere trovare nel Presidente della Repubblica, rappresentante e garante di questa Costituzione, una sensibilità così affine.

Da questo Congresso l’ANED si impegna solennemente davanti agli ex deportati e al Presidente a continuare a proporre alle e con le nuove generazioni, nella cultura politica e nella prassi sociale, quella idea di società che i sopravvissuti dei campi sognavano e ci hanno trasmesso nei Giuramenti dei campi. Il loro grido, forse oggi ancora più acuto di ieri, ci chiede di fare vivere parole antiche come giustizia, libertà, pace a vita nuova. Il rinnovamento della nostra associazione avverrà nella costanza di quegli alti valori.