Il testo integrale della sentenza contro Andrea Bacciga

Andrea Bacciga (allora consigliere comunale della Lega Nord) aveva fatto il saluto romano in Consiglio comunale a Verona, rivolgendosi espressamente verso un gruppo di femministe tra il pubblico. Il 23 ottobre 2025 è stato condannato per questo a 6 mesi di prigione, all’interdizione dai pubblici uffici per 5 anni e al pagamento delle spese processuali. La sentenza di questa mattina, presso la Corte d’Appello di Venezia, ribalta il precedente giudizio di primo grado del Tribunale di Verona, che il 17 novembre 2022 aveva assolto Bacciga, allora consigliere comunale, perché “il fatto non sussiste”.
Il caso era stato denunciato pubblicamente da alcune attiviste dell’associazione “Non una di meno” di Verona, dall’ANED e dall’ANPI nazionali. L’ANED, patrocinata dall’avv. Federica Panizzo, ha infatti deciso di non far passare sotto silenzio un gesto che offende le istituzioni e coloro che hanno dato la vita per abbattere la dittatura e conquistare la libertà. Il presidente nazionale Dario Venegoni era andato a testimoniare in Tribunale, sostenendo che il volgare e inammissibile gesto di Andrea Bacciga offende la memoria di tanti deportati, che a Verona e in tutta la Penisola sono stati braccati, arrestati, incarcerati e quindi offerti agli alleati nazisti proprio da quei criminali in camicia nera per i quali il saluto romano era un gesto distintivo.
Dopo la sentenza di primo grado sfavorevole l’Associazione, sempre rappresentata dall’Avv. Panizzo, ha insistito proponendo appello. Oggi il giudizio emesso al Tribunale di Venezia dà ragione alla sua mobilitazione e alle argomentazioni della parte civile.
Nel ringraziare l’avvocata Panizzo per la sua fede, le sue capacità e per le argomentazioni portate, ANED prende atto con grande soddisfazione di questa sentenza che sancisce la condanna di chi approfitta delle istituzioni democratiche per propagandare ideologie e simboli che della Repubblica nata dalla Resistenza sono la negazione.
Ogni giorno, difendendo la memoria delle deportazioni, l’ANED ricorda ai tanti smemorati che cosa abbia rappresentato per il nostro Paese il ventennio fascista, e come sia nato.
Non iniziò con le camere a gas. Non iniziò con i forni crematori. Non iniziò con i campi di concentramento e di sterminio. Non iniziò con i 6 milioni di ebrei che persero la vita. E non iniziò nemmeno con gli altri 10 milioni di persone morte… Iniziò con i politici che dividevano le persone tra ‘noi’ e ‘loro’. Iniziò con i discorsi di odio e di intolleranza, nelle piazze e attraverso i mezzi di comunicazione… Iniziò quando la gente smise di preoccuparsene, quando la gente divenne insensibile, obbediente e cieca, con la convinzione che tutto questo fosse ‘normale’».
Primo Levi

Verona, 23 ottobre 2025

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